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Dinamiche dominanti in politica - Agrigento

Le dinamiche dominanti di una scelta elettorale

Ognuno ha il diritto di candidarsi, libero di decidere la propria appartenenza politica e di farsi scegliere dal popolo.
Ognuno conosce le proprie capacità e sa bene dove migliorare le proprie lacune, per lavorare con il popolo e per il popolo.

Fare il sindaco non è una scelta politica ma scelta civica: l'impegno di amministrare una città deve, per prima cosa, essere una passione e poi una missione.


L'elettore non sceglie la corrente politica ma l'uomo che dovrebbe rappresentarlo al comune della propria città, sia questa Roma oppure Agrigento.

Fin qui è tutto facile, il discorso logico sembra lineare. 

Ma allora dove nasce l'incertezza quando si entra nell'urna elettorale?


Proviamo ad applicare la teoria dell'equilibrio di John Nash anche nel caso della politica.

La teoria dell'equilibrio

"Un gioco può essere descritto in termini di strategie, che i giocatori devono seguire nelle loro mosse: l'equilibrio c'è, quando nessuno riesce a migliorare in maniera unilaterale il proprio comportamento. Per cambiare, occorre agire insieme".

Vediamo di comprendere meglio il costrutto.

Se i candidati sindaci raggiungono un equilibrio di Nash, nessuno può più migliorare il proprio risultato modificando da solo la propria strategia, ed è quindi vincolato alle scelte degli altri.

Visto che questo vale per tutti, la migliore soluzione per ciascun candidato è quella di non cambiare la propria strategia, ma attuare modifiche solo in base alle scelte degli altri candidati.

Sembrerebbe complesso ma non lo è!

In poche parole le decisioni strategiche di una candidatura sono il frutto della somma delle mosse di tutti gli avversari che competono.
Una strategia che non tiene conto delle mosse altrui rischia di essere rovinosamente perdente.

Le cosidette "fuge in avanti" rappresentano  - di fatto - un modo per finire la corsa (in malo modo) prima degli altri.

Una "fuga all'indietro", intesa come il ritiro della propria candidatura, se effettuata nei tempi giusti, può sconvolgere il gioco di tutti gli altri.

Se la fuga all'indietro viene effettuata a fine partita non succede niente. Nessun equilibrio verrà intaccato!

Le conclusioni matematiche per i candidati sindaci di Agrigento

Di fatto ce ne sono due:

1) chi ha fatto un fuga in avanti dovrebbe allinearsi con tutti gli altri giocatori e rientrare in partita.

2) chi ancora non l'ha fatto, e sta tracimando verso il baratro, è ancora in tempo per effettuare una fuga all'indietro: il ritiro dalla campagna elettorale.

Quanti candidati sindaci sapranno trarre vantaggio dalle preziose informazioni matematiche del premio nobel Jhon Nash?

E gli elettori? Ecco i consigli matematici per votare bene

Votate solo chi sceglie la matematica prima dell'istinto.
Votate per chi non ha fatto fughe in avanti.
Non votare per chi, in caso certezza di sconfitta, si spinge fino alla fine senza ritirarsi.
Votate che per chi usa la logica primo dell'egoismo.
Votate per quello che vi pare seguendo lo schema del voto utile.