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Lega Agrigento: era meglio Marco Marcolin

Marcolin nel 2015, presentò la sua lista e la sua candidatura. Il coraggio che oggi manca alla Lega di Agrigento

E' difficile credere che il primo partito d'Italia possa cercare il carro dei vincitori senza provare ad esprimere un proprio candidato sindaco.

E' quello che accade ad Agrigento, dove al 25 Febbraio 2020, non c'è ancora una posizione definitiva e chiara della Lega; si vede solo un gran da fare per salire sul carro del vincitore.

Infatti, sembra che la ricerca di accordi politici ed eventuali cariche a corredo, stiano trasportando la Lega verso il candidato Franco Miccichè; in questo modo, l'unico ruolo politico per il partito di Salvini sarà quello di lista stampella, senza aver saputo esprimere in autonomia una propria linea di partito.
Un quadretto molto triste per gli elettori della Lega che - ovviamente - si aspettavano qualcosa di molto diverso.

Viene da ricordare - a tal proposito - quando nel 2015 Marco Marcolin decise di candidarsi con 1 sola lista riuscendo ad ottenere quasi il 10% dei voti.

Indubbiamente ci ha messo faccia e coraggio dimostrando la potenza mediatica del simbolo di partito; cosa che oggi, per i nuovi attori politici della Lega agrigentina, è una cosa molto difficile da fare.

Centrodestra unito e fughe in avanti: questo è il risultato

La Lega ha cercato fin da subito di cercare alleanze con i partiti del centrodestra agrigentino.
Nello specifico con Fratelli d'Italia e Forza Italia.

I risultati non ci sono mai stati, anzi, lo scenario di oggi vede i 2 partiti molto lontani nelle rispettive posizioni.

Quello che non si comprende bene è perchè i dirigenti della Lega (nella città dei templi) non abbiamo mai cercato di muoversi in autonomia, verso una propria espressione.
A ragion di logica, una lista e un proprio candidato avrebbe permesso alla Lega agrigentina di contarsi e, a nostro avviso, anche di fare anche dei bei numeri.

Alcune fughe in avanti, probabilmente riferite a posizioni già in atto di alcuni partiti di centrodestra, hanno mandato in confusione i dirigenti locali dela Lega: da questo punto in poi c'è stato lo stallo.
Un susseguirsi di comunicati discutibili (come quello riferito al candidato sindaco che non sarà una"donna"), l'espulsione di Nuccia Palermo, e voci di corridoio hanno declassato in modo irreversibile la fiducia degli elettori.

Il risultato sarà (forse) quello di vedere un simbolo della lega in una coalizione che non gli appartiene. L'ultima scelta di un percorso che poteva essere diverso.

Il triste epilogo della Lega, che in sede agrigentina, ha perso una grande occasione... era meglio Marcolin

 

 

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