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Salvini e la Sicilia: uno sforzo che manca di persone, almeno per ora!

L'immane sforzo di Matteo Salvini per recuperare il Sud Italia passa per forza da persone del posto, queste in grado di compattare gruppi e di costruire un nuovo modo di vedere la politica.
Matteo è sicuramente un populista, almeno negli nell'ultimo quinquennio, e la sua dedizione al Sud sembra essere sincera. Dobbiamo dargliene atto!

Del resto non potrebbe essere diversamente. E' sempre stato circondato da idee e personaggi che hanno nella Sicilia le più profonde radici che, anche senza legami di sangue, sicuramente hanno influenzato il suo studio filo-sociale che oggi manifesta verso l'isola di Pirandello.
A volte ci sentiamo più rappresentati da chi vive a Milano e non dal vicino della porta accanto e questo ha sempre il solito perchè: l'invidia.
In Sicilia non puoi essere un "capo" perchè noi siciliani siamo sempre stati abituati ad averne uno.
Da soli ci sentiremmo senza una guida e senza idee.

Un ragionamento poco simpatico ma questo è lo stato dell'arte, tant'è che il Senatore Candiani si presta con molta fatica a seguire le vicende siciliane, ad organizzare la struttura e a cementare, per quanto possibile, le idee che Matteo porta avanti con tutta la Lega.

Diciamo che fin qui il discorso potrebbe reggere. Tutto dovrebbe quindi funzionare come un orologio e ogni pedina isolana dovrebbe portare un contributo in termini di voti non indifferenti.
In realtà questo non è successo alla scorse amministrative siciliane. La Lega non è stata così performante come ci si sarebbe aspettati. 
Eppure il supporto guida c'è sempre stato. Ci sono stati gli interventi dei leader e il buon Matteo non ha mai smesso di darci il suo contributo attraverso i mezzi pubblici.

Ma allora, che cosa succede alla Sicilia che non vede decollare l'aereo Lega?

Nulla di particolare. Come detto prima un "capo" è colui che esercita una leadership indiscussa senza muovere ciglio. Qui di capi, almeno per il nostro territorio agrigentino, se ne sono visti pochi.
Molti attendendi e caporali. Pochi leader, anzi nessuno.

Si auspica un repentino cambio della struttura organizzativa, almeno nella provincia di Agrigento, dove l'ultimo risultato elettorale è da dimenticare... ops... cosa abbiamo scritto?